“Professor Franceschi, a lei che è il responsabile scientifico di Vera tempora chiedo qual è il senso della tre giorni che si aprirà tra poco a Valvasone?”
Vera Tempora è una iniziativa nuova, che nasce strettamente intrecciata alla rievocazione storica Medioevo a Valvasone e nella quale il Grup Artistic Furlan, che ogni anno ne è l’anima, crede molto. In un mondo della rievocazione che sta rapidamente cambiando e consapevolmente ricerca l’equilibrio migliore fra le esigenze dello spettacolo e dell’intrattenimento e quelle della massima verosimiglianza storica delle ricostruzioni, gli organizzatori della festa hanno avvertito la necessità di rafforzare il contesto della rievocazione attraverso l’approfondimento di una serie di tematiche in grado di arricchire le conoscenze e l’esperienza dei rievocatori e del pubblico che ne segue le attività. Vera tempora, con il suo programma di incontri, conferenze, laboratori e spettacoli, è il risultato concreto di questo intento e testimonia la voglia di allargare gli orizzonti della manifestazione di settembre e al tempo stesso di renderne più solide le basi.
“La presentazione di Vera tempora sottolinea che l’obiettivo non è soltanto quello di riscoprire il Medioevo, ma anche di invitare il pubblico a riflettere su come i temi, le sfide e le conquiste di questo periodo siano ancora rilevanti oggi. Che cosa significa esattamente?”
Il Medioevo continua a suscitare nel pubblico, anche in quello più largo, curiosità e interesse, ad alimentare un immaginario multiforme, a influenzare la nostra visione del passato. I motivi sono molteplici, ma indubbiamente pesa, soprattutto in Italia, il fatto di vivere immersi in uno scenario materiale e in un clima culturale che evocano continuamente il mondo medievale, reale o immaginato che sia. Non è un caso che negli ultimi decenni si sia sviluppato un filone di studi sempre più significativo dedito ad analizzare la rappresentazione, la ricezione e l’uso che la contemporaneità ha fatto e continua a fare di questo periodo storico: in una parola il “medievalismo”, il Medioevo in epoca postmedievale.
Ecco, Vera tempora intende valorizzare l’Età di mezzo anche in questa prospettiva, seguendo i molteplici fili che legano il passato medievale al presente, nella consapevolezza che la stessa rievocazione storica è il prodotto del dialogo fra epoche diverse della storia.
“Il programma della manifestazione è denso e vario, ma naturalmente colpisce la presenza di ben tredici relatori, con interventi distribuiti lungo quattro tematiche principali: come sono state selezionate?”
Gli organizzatori hanno dato alcune indicazioni generali sui temi che erano interessati a sviluppare ed io, come responsabile scientifico dell’iniziativa, ho lavorato su queste proposte cercando di tradurle in titoli da proporre al pubblico e individuando gli studiosi più adatti a trattarli. Confesso che l’ho fatto con grande piacere, anche perché ho trovato gli argomenti ben pensati e scelti.
Si comincia venerdì 21 novembre, nel pomeriggio, affrontando per prima proprio la questione del medievalismo, declinato sia in senso politico, attraverso le figure degli eroi nazionali e dei santi in guerra, sia al femminile, con il mondo delle principesse, sia come rappresentazione di un Medioevo gotico e fiabesco. Si prosegue nella mattinata di sabato 22 con un percorso nella storia del lavoro, dimensione fondamentale della vita urbana e non solo, mostrando la vitalità della bottega come spazio privilegiato di produzione e innovazione, approfondendo il tema della lavorazione del legno, così importante nell’economia friulana del passato, ma proponendo anche – con l’occhio alle esigenze dei rievocatori – modelli convincenti di ricostruzione dei mestieri medievali. Poi via di nuovo, nel pomeriggio, con aspetti di storia della mentalità, per documentare le diverse forme di un “meraviglioso” che include le pratiche e le credenze nella sfera della magia, della stregoneria e dell’alchimia. Il finale, la mattina di domenica 23, è tutto dedicato alla cucina e alla tavola, con interventi sul rapporto delle donne con il cibo, il ruolo centrale delle spezie nelle preparazioni medievali e la valenza politica dei banchetti. Senza dimenticare un fuori programma d’eccezione, nella serata di sabato, che riprende il tema della manifestazione dello scorso settembre, quello del rapporto fra Occidente e Oriente.
“Si tratta di un “cartellone” davvero intrigante, dove spiccano i nomi di storici del Medioevo esperti e molto conosciuti, ma anche quelli di giovani studiosi impegnati in ricerche innovative. È solo un caso o è il frutto di una scelta precisa?”
Realizzare un mix tra storici di diversa formazione, età ed esperienza è stato, effettivamente, uno degli obiettivi che ci siamo posti fin dall’inizio. La pluralità di approcci e sensibilità è una ricchezza che speriamo il pubblico apprezzerà. Ma nella diversità abbiamo ricercato un elemento comune: la passione dei nostri ospiti per il racconto vivo della storia, la loro capacità di comunicare senza eccessivi specialismi. Le giornate novembrine di Valvasone, infatti, non sono state pensate come convegni per addetti ai lavori, ma come incontri con una platea di appassionati che ci auguriamo possa interagire il più possibile con i relatori. Dunque, per tutti coloro che attraverso i percorsi più diversi sono arrivati ad amare il Medioevo, quello delle narrazioni degli storici e quello delle rievocazioni, Vera tempora è un’occasione da non perdere!
